12 maggio 2017

L'invito

Dieci anni cambiano una persona. A dieci anni dalla fine del liceo Leonora Shaw, Nora, ne ha fatta di strada: è diventata una scrittrice, la sua vita è scandita dal lavoro alla scrivania nel suo monolocale dell'East End londinese, dalle tazze di caffè e dalle corse nel parco. Della vecchia Leonora non resta più nulla, nemmeno il nomignolo di allora, Lée. Tutti possono avere mille buoni motivi per non frequentare gli amici di un tempo, per troncare con il passato, per incominciare una nuova vita.E
Nora ha un ottimo motivo. Eppure, quando riceve l'invito all'addio al nubilato della sua ex amica del cuore, si fa strada in lei un assurdo senso di colpa unito a un assurdo sentimento di riconoscenza verso Clare per essersi fatta viva dopo dieci anni. Sebbene con riluttanza, accetta di trascorrere un weekend in una villa nei boschi del Northumberland insieme ai vecchi amici, e di colpo si trova catapultata indietro nel tempo di dieci anni, in quel passato che ha meticolosamente cercato di cancellare. E capisce di aver commesso un errore. Il peggior errore della sua vita....


Inizio dalla copertina dove sembra che si parli di un invito a cena con, visto gli schizzi di sangue, delitto...ma l'invito in questione è di tutt'altro tipo.
A parte questo dettaglio ingannevole è una bella copertina che invoglia a leggere il libro, devo ammettere che per me è stata proprio quella più il titolo a conquistarmi.
Per pura curiosità sono andata a vedere quella originale, il titolo In a dark, dark wood e l'immagine scelta sono un po' più coerenti con la storia ma credo che mi avrebbe incuriosita meno.
Copertina originale
Passiamo al contenuto, lo stile è interessante in quanto vengono alternati i tempi della vicenda, presente e passato prossimo.
La trama è ben strutturata ma per un lettore attento la fine è abbastanza prevedibile, inoltre secondo me la motivazione dell'omicidio non viene approfondita abbastanza e inserita così mi sembra un po' banale.
Non è nemmeno una novità come storia in quanto è la classica situazione di casa isolata dal mondo dove un gruppo di persone, con caratteri diversi e particolari, si riuniscono e ritornano alla luce vecchi rancori; ovviamente si ha poi il classico mistero da risolvere.
I particolari della trama e un po' tutto l'insieme mi hanno ricordato Dieci piccoli indiani, che viene anche citato nel libro quindi credo che l'autrice abbia preso ispirazione da Agatha Christie.
I personaggi personalmente non li ho trovati molto interessanti, dopo aver finito la lettura non mi è rimasto nulla di loro. Le descrizioni sono ben costruite ma non ho provato empatia con nessuno e non mi hanno entusiasmato caratterialmente.

"La gente non cambia. Diventa solo più scrupolosa nel nascondere il suo vero volto."

In generale credo che il punto debole sia la mancanza di quella sensazione che ti fa restare in ansia fino alla fine, il dubbio di non capire che cosa sta succedendo e la voglia di scoprirlo. Questo però non toglie il fatto che l'idea di base è buona e lo stile è fluido, invoglia grazie alle situazioni che si creano a continuare la lettura.

Lo consiglio? Nì perché se leggete spesso gialli/thriller non vi stupirà ma se volete un libro poco impegnativo e con un pizzico di mistero il libro fa al caso vostro. Nonostante i suoi piccoli difetti è scorrevole e coinvolgente, non ci si annoia nella lettura anche se capite prima come andrà a finire.

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